Giuseppe Menegus

Giuseppe Menegus

Più libri. Più liberi?

Dal 6 al 10 dicembre l’avveniristico Nuovo Centro Congressi dell’EUR, più che una nuvola è parso un gigantesco formicaio di cristallo, una di quelle teche luccicanti dove appassionati mirmecologi con gli occhiali spessi e tendenze voyeuristiche insediano una colonia di formiche per poterla studiare e osservare con attenzione. La colonia, in questo caso, era antropomorfa. Ben 115mila persone - tra cui il sottoscritto, per l’intera giornata di sabato – radunatisi in cinque giorni di amplesso librario collettivo: Più Libri Più Liberi - d'ora in poi PLPL -, la Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria.

Ombre romane

Ogni lunedì e ogni martedì, verso le 20:30, Alessandro si avvicina al grande parcheggio di fronte alla stazione Ostiense, e insieme a lui ci sono un’ottantina di persone. Arrivano, si siedono sulla lunga panca di alluminio vicino alla fermata dell’autobus, e aspettano. Di lì a poco arriva un furgoncino, parcheggia, e alcuni volontari allestiscono un banchetto per la distribuzione di pasti pronti gratuiti. Alessandro prende la sua busta e poco dopo mi si avvicina.

A metà strada

Una volta ottenuti i documenti, le lacrime che i richiedenti asilo del campo di Nea Kavala versano non sono solo lacrime di gioia. Sono anche le lacrime di chi, lasciando il campo, lascia compagni di viaggio, amici, componenti della propria famiglia. Qui, in questo angolo sperduto, grazie a persone come Salam, mi sono ricordato di come le relazioni senza secondi fini siano una parte essenziale della nostra esistenza.