Stori3 N° 0 - INDIPENDENZA

Il Numero 0 di Rivista Stori3 affronta il tema dell'indipendenza.

Alla voce “indipendenza” il dizionario Treccani recita: “Condizione di chi o di ciò che è indipendente, riferito sia a stato o nazione, sia a persona, sia a cose, fatti”. In pratica l’indipendenza pervade ogni sfera dell’esistenza umana: un concetto tanto universale quanto intimo, foriero di incarti filosofici e dilemmi politici, sincretico a tal punto che ognuno finisce per interpretarlo sempre a modo suo.


Di certo, l’indipendenza investe l’attualità e definisce i contorni del nostro tempo: non è facile decifrarla, men che meno raccontarla. Si presume, d’altro canto, che chiunque voglia affrontare un tema simile attraverso la scrittura abbia quantomeno il coraggio di spingersi sino in fondo, di scendere sino al “cuore di tenebra”. Il tutto senza mai dimenticare, scriveva Giorgio Manganelli, di cercare nella superficie quella profondità che abbiamo creduto di trovare altrove. In un tale equilibrio si trova la ragione di fondo per la quale nasce questa rivista e questo suo primissimo numero. E dunque indipendenza, anzitutto, rispetto alle scorciatoie cognitive che rifuggono la complessità, ridotta a brandelli da un sistema di informazione martellante che esaspera le nostre emozioni e la nostra reattività. Un terreno fertile nel quale proliferano messaggi e contenuti senza tregua, dove tutto sembra scivolare via, in un flusso continuo e indomabile di parole che danno solo l’impressione di agire efficacemente.


La scelta del reportage come forma di racconto deriva pertanto dalla necessità di rallentare, prendersi il tempo necessario per capire, scrutare, leggere, rileggere, osare, mettersi in discussione, allontanarsi dall’approssimazione fino a perderla di vista. Lungo questa direttrice, il numero 0 di Stori3 parla di indipendenza attraverso i volti e le esperienze più disparate, così simili e così diverse, legate come fili in un unico segmento: dal tema della disabilità nella provincia italiana fino alle foreste di Nuevo Horizonte, in Guatemala, passando per il ponte che unisce Roma alla memoria di una Sarajevo martoriata da una guerra fratricida. Ma non solo: c’è la visione del mondo di Luna, Francesca e Camilla, escort del panorama metropolitano romano; l’oblio della tossicodipendenza e l’incubo di un passato che ritorna; uno spaccato di vita delle donne di origine africana nelle cohousing di Bologna. E poi un racconto, una poesia, eleganti illustrazioni, il contributo della Scuola di Reportage Narrativo Alessandro Leogrande. Niente per cui annoiarsi, insomma. Buona lettura.


Editoriale - Roberto Capra